Per il progresso nel recupero il confronto, l'attenzione e l'esperienza degli altri sono fondamentali. Il lavoro uno a uno è uno strumento che garantisce questo sostegno.


“Due valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica. Infatti, se l'uno cade, l'altro rialza il suo compagno; ma guai a chi è solo e cade senza avere un altro che lo rialzi! Così pure, se due dormono assieme, si riscaldano; ma chi è solo come farà a riscaldarsi? Se uno tenta di sopraffare chi è solo, due gli terranno testa; una corda a tre capi non si rompe così presto.” Ecclesiaste 4:9-12


Il nostro mentore sarà una persona disponibile nei momenti di bisogno, qualcuno di cui possiamo fidarci, col quale condividere le nostre difficoltà più intime, un supporto nella preghiera ed un grande aiuto per farci uscire dalla negazione. Ci aiuterà ad inquadrare i nostri sentimenti e i nostri comportamenti insani.
Questa relazione è uno spazio nel quale possiamo sperimentare fiducia ed onestà, sentendoci a nostro agio nel confessare apertamente le nostre esperienze e difficoltà e anche desideri e aspettative.


SEGLIERE UN MENTORE:

"Trova una persona che ha quello che vorresti tu e chiedigli come ha fatto ad ottenerlo"
Nella scelta del nostro mentore è essenziale ricercare una persona che abbia caratteristiche che vorremmo ottenere per noi stessi.


Alcune di queste caratteristiche potrebbero essere:

  • Correttezza ed integrità nel condividere la propria esperienza forza e speranza, incoraggiando ed ascoltando, utilizzando una comunicazione aperta su qualsiasi argomento e rispondendo in modo sincero anche su argomenti delicati (abusi, violenze ecc).
  •  Disponibile al condividere come l'utilizzo dei 12 passi ha funzionato nella sua vita lasciando i risultati del cambiamento dell'altro nelle mani di Dio.
  • Affidabile nel rispettare gli impegni ed in grado di affrontare anche situazioni complicate.
  • Essere cristiano e disponibile a condividere il proprio percorso di fede.

Il mentore dovrebbe essere una persona in recupero, che sia compassionevole e paziente, che abbia interessi e esperienze comuni, che sia dello stesso sesso, che sia disponibile a trascorrere del tempo insieme, che si identifichi nella malattia ossessivo compulsiva della dipendenza, che sia un ascoltatore accogliente e non offra consigli ma solo suggerimenti.


BENEFICI DEL LAVORO UNO A UNO:

Responsabilità reciproca amorevole, sostegno nella preghiera.

C’è qualcuno che è malato? Chiama gli anziani della chiesa ed essi preghino per lui, ungendolo d’ olio nel nome del Signore,  la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà, se egli ha commesso peccati gli saranno condonati.  Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti, la preghiera del giusto ha una grande efficacia. (Giacomo 5:14-16)


Possibilità di condivisione aperta e sincera che aiuta a focalizzare i propri bisogni reali, per progredire dalla nostra situazione attuale e supportarci nel vivere il presente uscendo dalle manipolazioni della realtà tipiche della malattia.

Non cessate mai di pregare. (1 Tessalonicesi 5:17)

Sostegno nel cambiamento sui tre livelli: fisico, emotivo e spirituale, per passare dai nostri comportamenti malati al compimento del disegno che Dio ha sulle nostre vite.

Facciamo attenzione l’un l’altro per incitarci all'amore e alle buone opere. (Ebrei 10:24)

Nel lavoro uno a uno e nella condivisione si sviluppano onestà fiducia e guarigione. il nostro mentore potrà anche aiutarci ad utilizzare le scritture per meglio spiegare alcune situazioni. 

Gesù disse allora a quei Giudei che avevano creduto in lui “Se perseverate nella mia Parola siete veramente miei discepoli.” (Giovanni 8:31-32)

ACCORDI NEL LAVORO UNO A UNO:

Per stabilire una relazione affidabile e sicura con il nostro mentore è fondamentale deciderne insieme le modalità:

  • Attese e desideri reciproci
  • Durata totale e pianificazione dei momenti di verifica del lavoro
  • Accordi su come terminare la relazione

Chiarificare questi punti è un sostegno per incominciare il lavoro con lo scopo di:

Lavorare sui 12 passi per migliorare le nostre relazioni (Con noi stessi, con Dio e con gli altri)
Durante il lavoro sui passi possiamo condividere anche con gli altri membri del gruppo, se il nostro mentore non fosse disponibile o non avesse una esperienza simile alla nostra, ascoltando come i passi hanno lavorato nelle vite dei nostri fratelli di recupero.

Incontrarsi di persona o sentirsi per telefono, imparando a promettere e mantenere rispettando gli impegni. La disponibilità, il supporto e l'incoraggiamento favoriscono guarigione e cambiamento.

Aprirsi onestamente togliendo le maschere.
La libertà di poter esprimere le nostre emozioni, che vengono accolte e non giudicate, è fonte di guarigione. è fondamentale l'onestà nella condivisione per fortificare la relazione e rafforzare il rapporto di fiducia.

Mantenere l'anonimato e non cadere nel pettegolezzo.
Questo permette la condivisione aperta e l'instaurarsi della fiducia nella relazione. senza un accordo preventivo di anonimato sarà impossibile la condivisione onesta.

Accogliere il dolore e le difficoltà che arriveranno lavorando su se stessi ed essere disposti a condividerli con il mentore che fornirà supporto nel trovare nuovi modi per affrontare le situazioni difficili.

Sostenere prestando attenzione alle parole dell'altro, dando suggerimenti positivi e concreti che possano aiutarlo ad ampliare la sua visione e imparare a fare scelte diverse che producano buoni frutti. I consigli sono sconsigliati.


Condividere la propria esperienza forza e speranza, evitando di invadere campi di competenza di pastori o terapisti professionisti.

Avere il proprio tempo giornaliero con Dio (almeno 15 minuti), leggendo la Bibbia, pregando e meditando e pregando uno per l'altro.

ED INFINE:

Accogliersi e rispettarsi reciprocamente è fondamentale:
Le ricadute non sono da considerare responsabilità dell'altro (errore nella scelta del mentore) e non vanno giustificate.
Il mentore è qualcuno che ascolta e aiuta ad imparare un nuovo modo per prendere le decisioni.
Questa relazione sana basata sull'ascolto e l'onesta condivisione è il primo canale per iniziare a sentire l'amore incondizionato che Dio ha per ognuno di noi.

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